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I siti musicali più influenti d’Italia: Dicembre 2015

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Ritornano le classifiche dei siti musicali più influenti d’Italia.

Ho introdotto alcune novità: la prima è l’ingresso in classifica di RadioMusik.it, che riesce a rimanere in classifica nonostante non abbia un account Twitter, dove infatti ha totalizzato 0 punti.
La seconda è l’utilizzo del dato TalkAbout di Facebook su base mensile (6 gennaio – 2 febbraio 2016) invece che settimanale.

Causa problemi tempistici, i dati TalkAbout di Metallus RadioMusik sono basati su stime.

Rispetto alle classifiche di Ottobre notiamo una leggera flessione di RockIt che, pur rimanendo al primo posto nella chart totale, passa da 75 a 72 punti, scendendo di uno scalino nelle classifiche di Visite sul sito e due in quella TalkAbout.

Balzo in avanti di MetalItalia dalla 5° alla 3° che fa perdere una posizione a OndaRock, adesso a pari merito con SentireAscoltare.

Impressionante la cavalcata di SpazioRock su Facebook che dai 77.503 fan di novembre è arrivato ai 130.00 di febbraio. Rimane comunque ancora troppo debole sulle visite sul sito ufficiale e su Twitter.

Ecco tutte le classifiche.

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Music Promotion: la guida a Tumblr per i musicisti.

Articolo pubblicato su Zimbalam.it.

Ci suono luoghi digitali che per grafica, interazione, momento storico o solo per il nome diventano indispensabili per i musicisti.
Ha iniziato MySpace, attualmente sostituito da SoundCloud e da altri player globali.
Ma esistono anche piattaforme orizzontali (ossia non esclusivamente dedicate a un singolo argomento) dove l’arte ha trovato il giusto pubblico.
Tumblr è una piattaforma di gestione dei contenuti (CMS – Content Management System) talmente facile ed intuitiva da essere riuscita ad entrare nei cuori e nei bookmark del gotha musicale mondiale.

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Vadoinmessico – Vado a gonfie vele (da ilfattoquotidiano.it)

Recensione pubblicata su ilFattoQuotidiano.it @Pasquale Rinaldis.

 

Vadoinmessico
“Archeology of the Future”
Outcaste/Pias
Data di uscita: 6 marzo 2012

Vadoinmessico coverL’importanza di questo disco non sta tanto nella bellezza compositiva, nel gusto delle fusioni, nell’accuratezza degli arrangiamenti, nel bilanciamento perfetto delle citazioni; il suo seme è uno di quelli che potrebbe germogliare un piccolo (siamo realisti) spostamento del baricentro ‘alternative’ dall’asse anglo-americano a quello mediterraneo.
Vadoinmessico è in parte una summa del pop psichedelico e matematico che si può ascoltare dalle parti di Williamsburgh, Brooklyn, ma anche le sperimentazioni surf-world dei Vampire Weekend qui sono riportate adattandosi ai moti ondosi più miti del Mediterraneo.
I Vadoinmessico hanno anche la cosa più importante di questi tempi (no, non è la pagina su Wikipedia): bellissime canzoni. Che permettono al quintetto londinese di realizzare vestiti tra i più sgargianti per silouette formose, andando a pescare stoffe e percussioni a Salvador di Bahia, chitarre a Mali, ritmi nei piccoli stati caraibici durante l’età delle grandi rotte e melodie strappate a un impotente Paul Simon rimasto oramai senza più idee world-pop.

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La centrifuga dell’economia web | Se ciò che era orizzontale diventa verticale non sempre è un miracolo

L’economia verticale e cetrifuga contro l’economia orizzontale e centripeta

Stiamo parlando quasi esclusivamente di social media applicato alla vendita di prodotti o alla consapevolezza del marchio; le piattaforme si trasformano in enormi negozi dove ogni consulente, specialista o evangelista tenta di tirarti per la giacchetta come un pessimo inserviente da mega store.
Non è necessario.

Prendiamo l’e-conomia di 10 anni fa: grandi capitali, grandi investimenti, quasi nessun risultato degno di nota sul suolo italiano, ma è stato necessario per spostare l’interesse sulla rete.
Un investimento che prevedeva un’uscita economica in cambio di un ritorno di immagine, e la strategia economica di tutto ciò era ‘orizzontale’, ideata e gestita da uffici preposti in collaborazione con la direzione.
Erano spesso impostazioni di frontiera, prezzario di banneristica assurdo (sia in eccesso che in difetto), assenza di esperienza; ma con un grande valore.
E poi il marketing e lo sviluppo erano una cosa che riguardava quegli uffici solamente; ai vari web master (arcaici) era deputata la sola animazione (arcaici) del sito. Si cercava il risultato ovviamente, ma non era asfissiante e pieno di obiettivi irraggiungibili, non era stretto nella morsa di una tempistica folle, non era low cost.

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MediMex-MEI: MedioMex o MEGAMEX? | Godelli: “La cultura sia fionda dell’intelligenza” | Vendola: “La cultura al centro per lo sviluppo del territorio” | Princigalli “La cultura è lavoro… ops La Musica è Lavoro” | La Bella MEI e il Princigalli Azzurro

Chiaro no?

Territorio, cultura, opportunità: queste sono state le tre parole più usate durante la tre giorni del MediMex-MEI di Bari.
Significano: lavorare sul locale per promuovere la musica come strumento professionale creando così posti di lavoro. Un concetto altissimo che obbliga musicisti, produttori, discografici, organizzatori e giornalisti specializzati a virare decisamente in direzione ‘obiettivi’ lasciando i ‘sogni’ a chi se lo può ancora permettere. E’ stato chiaro fin da subito, da quando Nichi Vendola sul palco del Petruzzelli (giovedì 24) ha dato il via al mantra: “La cultura deve essere il centro per lo sviluppo del territorio”; il giorno dopo, all’apertura ufficiale della fiera, è stata la struttura stessa a materializzare le parole del Governatore mostrando un luogo pulito, organizzato, professionale, completamente differente agli occhi di chi si aspettava un MEI in trasferta.

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Mannarino alla Black Lips-festa

Questa è una recensione in risposta a quella di Daniele Piovino (Blak Lips – ‘Arabia Mountain’) pubblicata su Vitaminic.it.

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Mi sono presentato a questa indie festa piena di ragazzini eccitati dall’alcool, iper felici e con chiavette USB piene di MP3. La busta di birre che ho in mano mi fa entrare come se fossi l’amicone di turno, così tutti mi salutano ma nessuno osa chiedermi chi io sia.
La probabile padrona di casa ha il trucco da rifare e sta ridendo sguaiatamente con un altro imbucato venuto controvoglia,  ma lui ha in mano una bottiglia di Matusalem. Lo tengo d’occhio, prima o poi andrò a fare elemosina di un cicchino.

Inizio il mio giro, ascolto quello che manda il portatile, robetta; ai comandi c’è un trentenne con gli occhiali, lo spingo in un angolo, gli chiedo cosa stia architettando e iniziamo a parlare di musica. Buttiamo sul piatto un po’ di nomi per annusarci: “James Blake?” “Divorato”, “Magnetic Man?” “Mmmm…”, “I Cani?” “Finalmente!”, “The Naked and Famous?” Leggi tutto…

Diritto d’Autore on-line: si riparte dallo scontro Romaniani – Rivoluzionari.

Dibattere sul diritto d’autore on-line è una cosa saggia e giusta, ma il tema è innovativo, progressista, per qualcuno addirittura rivoluzionario.

Lo scorso 24 febbraio è stata direttamente AgCom ad organizzare una tavola rotonda, questa volta (8 giugno) si è presa la responsabilità la AFI, per mano del suo presidente Leopoldo Lombardi, ad ‘occupare’ la biblioteca del Senato e Camera per allungare la lista di proposte e paure.

Partiamo dal futuro.

Nei prossimi mesi questo tema diventerà importante, aumenteranno gli interessi dei grandi gruppi, si formeranno delle fazioni politiche verticali che si sfideranno trasverzalmente: ci saranno i Romaniani, ossia quelli che appoggeranno il decreto Romani, e i Rivoluzionari, grandi visionari e teorici della rete libera perché, come ha detto Angelo Zaccone Teodosi (Presidente isiCult): “La sinistra ha sempre pensato che libero fosse bello”.
Poi arriverà l’Europa che deciderà per noi e scatteranno le accuse Romaniani vs Rivoluzionari, rallenteranno i lavori di ammodernamento culturale e pagheremo sanzioni.

Tra i Rivoluzionari abbiamo già un martire: il commissario Agcom Nicola D’Angelo, relatore del testo sul Copyright che è stato sostituito con un ordine del giorno. Era un rivoluzionario perché aveva osato criticare apertamente il Testo proponendo una via più elastica, una cosiddetta ‘soft low’.

Si vede che non ha ascoltato il Senatore Vincenzo Vita che spiega: “Le norme progressive intaccano il mercato e i grandi gruppi. Sono pericolose” poi continua “Oggi stiamo proponendo la convivenza di due grandi diritti, la rete libera e la tutela del diritto d’autore” e allora vediamo quali soluzioni sono state proposte per far convivere i Rivoluzionari con i Romaniani.

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